{"id":3006,"date":"2019-03-13T11:52:20","date_gmt":"2019-03-13T10:52:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iconartmagazine.com\/?p=3006"},"modified":"2019-03-13T11:52:21","modified_gmt":"2019-03-13T10:52:21","slug":"canova-e-lantico-al-mann-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iconartmagazine.com\/?p=3006","title":{"rendered":"&#8220;Canova e l&#8217;Antico&#8221; al MANN di Napoli"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al <strong>MANN<\/strong> di <strong>Napoli<\/strong> un\u2019eccezionale mostra, in programma <strong>dal 28 marzo al 30 giugno 2019<\/strong>, mette a confronto l\u2019arte sublime di Antonio Canova con i grandi classici del passato che lo hanno ispirato e condotto la sua ricerca artistica verso un\u2019imitazione dell\u2019antico che era al tempo stesso studio ed innovazione, rendendo l\u2019artista veneto il rappresentante per eccellenza della corrente neoclassica. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cImitare, non copiare gli antichi\u201d<\/em> per <em>\u201cdiventare inimitabili\u201d<\/em> era ci\u00f2 che teorizzava il Winckelmann, uno dei massimi teorici ed esponenti del Neoclassicismo, e di questa lezione Canova ne fece regola per tutta la sua attivit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1780 Canova comp\u00ec il suo primo soggiorno a Napoli per ammirare dal vivo gli scavi di Ercolano e Pompei, rinvenuti nella seconda met\u00e0 del secolo. Questa esperienza fu per lui tanto illuminante da fare da ulteriore conferma alla sua vocazione all\u2019antico. \u00a0Proprio questo aspetto ha ideologicamente \u00a0posto le basi per la mostra <strong><em>\u201cCanova e l\u2019Antico\u201d<\/em><\/strong>, che parte da l\u00ec dove sono custoditi i capolavori che il maestro aveva ammirato. Il MANN infatti conserva le pitture e sculture oggetto del primo soggiorno partenopeo, come prima accennato; nonch\u00e8 i marmi farnesiani, studiati gi\u00e0 al tempo della loro locazione a Roma in palazzo Farnese e poi trasferiti per volere del re Ferdinando IV a Napoli, che sono all\u2019origine di capolavori canoviani. Basti pensare all\u2019<em><strong>Amore Farnese<\/strong><\/em>, modello per l<strong><em>\u2019Amorino alato Jusupov <\/em><\/strong>e al <strong><em>Paride da Capua<\/em><\/strong> modello per il<em><strong> Paride canoviano<\/strong><\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec in un\u2019esposizione di 12 marmi e 110 opere, divise tra modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini in terracotta, disegni, dipinti monocromi e tempere, la mostra offre al pubblico un dialogo costruito per analogia ed opposizione, tra le opere del genio di Canova presentate e le collezioni permanenti del museo, inserite nel percorso espositivo o segnalate nelle rispettive sale in cui sono collocate. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A costruire la mostra anche tanti prestiti nazionali ed internazionali. In particolare ben sei marmi provenienti dall\u2019<strong>Ermitage di San Pietroburgo<\/strong>, museo con la pi\u00f9 grande collezione canoviana al mondo, tra le cui opere anche la famosa scultura <em><strong>Tre Grazie<\/strong><\/em>; l\u2019imponente scultura di 6 metri di <strong><em>La Pace<\/em><\/strong> proveniente dal <strong>Museo Nazionale di Kiev<\/strong>; l\u2019<strong><em>Apollo che s\u2019incorona<\/em><\/strong> del <strong>Getty Museum di Los Angeles<\/strong>; e poi opere da <strong>Genova<\/strong>, dal <strong>Museo Civico di Asolo<\/strong>, dalla <strong>Gypsoteca di Possagno<\/strong>, ecc. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre da Possagno, inoltre, dalla casa natale dell\u2019artista, provengono 34 tempere su carta a fondo nero, richiamanti per contrasto le pitture pompeiane su sfondo unito. A ci\u00f2 si aggiunge anche il gesso del gruppo di <strong><em>Adone e Venere<\/em><\/strong>, scultura &#8211; quest\u2019ultima &#8211; oggi conservata (ed inamovibile) al <strong>Museo di Ginevra<\/strong> ma che al tempo ha rappresentato la prima opera di Canova giunta Napoli, per acquisto del marchese Francesco Berio, accolta da un fortissimo entusiasmo di pubblico. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al MANN di Napoli un\u2019eccezionale mostra, in programma dal 28 marzo al 30 giugno 2019, mette a confronto l\u2019arte sublime di Antonio Canova con i grandi classici del passato che lo hanno ispirato e condotto la sua ricerca artistica verso un\u2019imitazione dell\u2019antico che era al tempo stesso studio ed innovazione, rendendo l\u2019artista veneto il rappresentante [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3007,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[22],"tags":[1204,167,447,158,79],"class_list":["post-3006","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mostre","tag-antonio-canova","tag-arte-classica","tag-mann","tag-napoli","tag-neoclassicismo"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pfym7q-Mu","jetpack-related-posts":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.iconartmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Antonio-Canova-Tre-Grazie-1814-17.jpg?fit=1200%2C628&ssl=1","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.iconartmagazine.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3006","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.iconartmagazine.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.iconartmagazine.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconartmagazine.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconartmagazine.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3006"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.iconartmagazine.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3006\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3008,"href":"https:\/\/www.iconartmagazine.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3006\/revisions\/3008"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconartmagazine.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3007"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.iconartmagazine.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3006"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconartmagazine.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3006"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.iconartmagazine.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3006"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}